Cos'è l'ADI

L'Assistenza Domiciliare Integrata (ADI) è un servizio del Sistema Sanitario Nazionale erogato dalla ASL territoriale a beneficio di persone — spesso anziane — che si trovano in condizione di non autosufficienza temporanea o permanente e necessitano di prestazioni sanitarie a domicilio.

L'ADI integra figure professionali diverse (medico, infermiere, fisioterapista, OSS, assistente sociale) in un percorso di cura personalizzato, evitando ricoveri ospedalieri impropri e mantenendo l'anziano nel suo ambiente abituale.

Caratteristica distintiva: è gratuita per il cittadino in quanto erogata dal SSN. Si differenzia dal Servizio di Assistenza Domiciliare (SAD) comunale, che ha invece natura socio-assistenziale e prevede compartecipazione in base all'ISEE.

Quali prestazioni include l'ADI

L'ADI può includere — a seconda del PAI (Piano Assistenziale Individualizzato) — le seguenti prestazioni:

Prestazioni infermieristiche

  • Medicazioni complesse (lesioni da pressione, ulcere, ferite chirurgiche)
  • Gestione di cateteri urinari, PEG, accessi venosi
  • Somministrazione di farmaci per via endovenosa o intramuscolare
  • Prelievi ematici
  • Monitoraggio parametri vitali
  • Educazione del caregiver familiare

Prestazioni mediche

  • Visite del MMG (Medico di Medicina Generale)
  • Visite di specialisti (geriatra, fisiatra, palliativista) su richiesta
  • Prescrizioni e gestione del piano terapeutico
  • Coordinamento con strutture ospedaliere per esami diagnostici

Riabilitazione

  • Fisioterapia respiratoria, motoria, neurologica
  • Riabilitazione post-ictus o post-frattura
  • Terapia occupazionale

Assistenza socio-sanitaria (OSS)

  • Igiene personale, mobilizzazione, posture
  • Aiuto nell'alimentazione
  • Supporto al caregiver familiare

Cure palliative domiciliari

Per pazienti in fase terminale: gestione del dolore, supporto psicologico, accompagnamento al fine vita (legge 38/2010).

Chi può richiedere l'ADI

L'ADI può essere richiesta per:

  • Persone in condizione di non autosufficienza temporanea (es. post-chirurgia, post-frattura).
  • Persone con patologie croniche e degenerative (demenze, Parkinson, esiti ictus, scompenso cardiaco severo).
  • Pazienti in fase terminale con bisogni di cure palliative.
  • Anziani con fragilità multipla che impedisce di accedere autonomamente alle prestazioni ambulatoriali.

Non sono previsti limiti reddituali o ISEE: l'ADI è basata sul bisogno sanitario certificato, non sul reddito. È compatibile con la presenza di una badante o di familiari caregiver.

Come si attiva l'ADI

La procedura è semplice ma richiede di seguire i passi corretti:

Passo 1 — Richiesta al medico di famiglia

Il medico di medicina generale (MMG) è la porta d'accesso. Spiega le condizioni dell'anziano (patologie, livello di autonomia, bisogni assistenziali) e chiedi l'attivazione dell'ADI. Il MMG redige la richiesta di valutazione e contatta il Distretto sanitario di competenza.

Passo 2 — Valutazione multidimensionale

Entro 5-15 giorni dalla richiesta, una équipe multiprofessionale dell'ASL (medico, infermiere, eventualmente assistente sociale) effettua una visita domiciliare per valutare i bisogni e definire il PAI (Piano Assistenziale Individualizzato).

Passo 3 — Attivazione del servizio

L'ASL attiva le prestazioni previste dal PAI tramite proprio personale o tramite cooperative convenzionate. Il calendario degli interventi viene comunicato alla famiglia.

Passo 4 — Monitoraggio e revisione

Il PAI viene rivisto periodicamente (ogni 3-6 mesi o quando cambiano le condizioni). La famiglia può richiedere variazioni o segnalare problemi al referente del Distretto.

Accesso tramite ospedale (dimissione protetta)

Per pazienti dimessi da ospedale con bisogni di continuità assistenziale, l'attivazione può essere richiesta dal reparto ospedaliero direttamente al Distretto ASL, garantendo presa in carico immediata.

I livelli di intensità dell'ADI

L'ADI è graduata su tre livelli di intensità, in base al carico assistenziale necessario (definiti dal DM Sanità 12 dicembre 2001 e successivi):

  • ADI Livello 1 (CIA bassa): 1-2 accessi/settimana. Per pazienti stabili con bisogni assistenziali contenuti.
  • ADI Livello 2 (CIA media): 3-7 accessi/settimana. Per pazienti con patologie croniche complesse o post-acute.
  • ADI Livello 3 (CIA alta): oltre 7 accessi/settimana o accessi multipli giornalieri. Per pazienti in fase terminale o con bisogni assistenziali intensivi.

CIA = Coefficiente di Intensità Assistenziale. Livelli e durata variano lievemente per Regione.

ADI vs SAD vs ricovero in RSA

AspettoADISAD (Comune)RSA
NaturaSanitariaSocio-assistenzialeResidenziale
Ente eroganteASLComuneRSA accreditata
Costo per famigliaGratuitaQuota su ISEEQuota alberghiera
Prestazioni medicheNoSì 24h
Aiuto domesticoLimitato (OSS)Sì (pulizia, spesa)
Continuità H24NoNo
LuogoCasaCasaStruttura

I tre servizi sono complementari, non alternativi: una famiglia può combinare ADI sanitaria + SAD socio-assistenziale + badante privata per costruire un percorso domiciliare completo. Quando il quadro evolve verso la non autosufficienza grave, la RSA diventa l'opzione più sicura.

Limiti e criticità dell'ADI

L'ADI è uno strumento prezioso ma ha alcune limitazioni note:

  • Continuità non H24: gli interventi sono programmati (es. 3 volte/settimana), non sostituiscono la presenza continuativa di un caregiver o di una badante.
  • Tempi di attivazione: in alcune ASL (specialmente al Sud) i tempi superano i 15 giorni previsti dalla normativa.
  • Variabilità regionale: la qualità del servizio differisce significativamente per Regione e Distretto. Lombardia, Emilia-Romagna, Veneto e Toscana sono generalmente i territori più strutturati.
  • Difficoltà coordinamento: la presenza di più figure professionali richiede un caregiver familiare attivo come 'cabina di regia'.
  • Saturazione: in alcune zone esistono liste d'attesa anche per il primo accesso.

Domande frequenti

L'ADI è davvero gratuita?

Sì, l'ADI è completamente gratuita per il cittadino, in quanto erogata dal Sistema Sanitario Nazionale. Non è prevista compartecipazione né condizionata da ISEE.

Quanto tempo serve per attivare l'ADI?

Per legge la valutazione multidimensionale deve avvenire entro 5-15 giorni dalla richiesta del medico di famiglia. In pratica i tempi variano: alcune ASL lo fanno in 3-5 giorni, altre superano i 15 giorni. Per dimissioni ospedaliere è prevista una procedura accelerata.

L'ADI può sostituire una RSA?

Per anziani con bisogni assistenziali contenuti e con caregiver familiare o badante presente, sì. Per anziani con non autosufficienza grave che richiede assistenza H24, no: l'ADI eroga prestazioni programmate, non continuative.

Posso avere ADI e badante insieme?

Sì, sono pienamente compatibili. La badante garantisce assistenza quotidiana di base; l'ADI fornisce le prestazioni sanitarie qualificate (infermieristiche, fisioterapiche, mediche). Molti percorsi domiciliari combinano i due.

Cos'è la differenza tra ADI e SAD?

L'ADI è sanitaria, erogata dall'ASL e gratuita. Il SAD (Servizio di Assistenza Domiciliare) è socio-assistenziale, erogato dal Comune e prevede compartecipazione in base all'ISEE. Spesso si integrano per offrire un servizio completo.